Recensioni libri, le mie letture: Gennaio – Giugno 2020

libri da leggere

Oggi facciamo un viaggio nel mio kindle. Ovvero ti racconto tutti i libri che ho letto nei primi mesi del 2020. A me piace sempre scoprire cosa stanno leggendo gli altri per poterne trarre suggerimenti per le mie prossime letture. E così ho pensato di condividere le mie, chissà che non possano essere d’ispirazione per te. Anche perché si avvicina l’estate e dopo la prova costume, l’altra annosa questione è: che libri portare sotto l’ombrellone?

Come vedrai dall’indice qui sotto, ho diviso i libri tra narrativa e saggistica per comodità. Troverai la trama da “quarta di copertina” e le mie considerazioni con un voto finale da 1 a 5. Ovviamente secondo i miei gusti personali. Spero possa esserti utile a scoprire libri da leggere e temi da approfondire.

Narrativa

Confidenza di Domenico Starnone

Trama

Pietro vive con Teresa un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone -, raccontami la cosa di cui ti vergogni di più, e io farò altrettanto. Così rimarremo uniti per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme.

Le mie note

Non so bene perché, ma mi ha ricordato molto Stoner. Forse per la figura maschile, che non mi sembra vada molto avanti nella vita. Scritto bene, si legge con piacere e incuriosisce la figura “potente” di Teresa. Fa sicuramente riflettere sulla forza dei segreti.

Voto: ****

Le donne amate di Francesco Pacifico

Trama

“Nei grandi romanzi di maschi, gli uomini si agitano, sbagliano, si sbattono in un flipper in cui le donne sono le sponde che squillano e baluginano appena toccate; appariscenti e cruciali, tanto che sembrano protagoniste – in realtà sono pura funzione della pallina di metallo dell’uomo.” Prima che arrivino i quaranta, Marcello, editor e poeta, sogna di scrivere un romanzo in grado di sottrarsi a questo paradigma. Un’impresa tutt’altro che facile, perché raccontare una donna, per un uomo, significa mettersi in discussione e confrontarsi con un oggetto oscuro, sfuggente, inaccessibile come l’antimateria. Ci sono però delle donne che più di altre gli hanno concesso di avvicinarsi: le donne della sua vita, quelle che ama, quelle che ha amato. Così Marcello decide: saranno loro le protagoniste del libro.

Le mie note

Promette più di quanto mantiene. L’idea di raccontarsi attraverso le donne della propria vita è bella e interessante. I personaggi però – a mio avviso – potevano essere delineati meglio. Forse bastava un approfondire un pochino di più.

Voto: ***

L’animale che mi porto dentro di Francesco Piccolo

Trama

Quella che Francesco Piccolo racconta è la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco – e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l’uomo che si vorrebbe essere e l’animale che ci si porta dentro. Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti più impensati.

Le mie note

Bello, molto bello davvero! Peccato non averlo scoperto prima. Sicuramente è un libro in cui un uomo non può che identificarsi. Ci si rende conto di far parte di un grande “branco”, nel bene e nel male.

L’animale ce l’abbiamo dentro tutti noi uomini, la differenza la fa chi sa come portarselo dentro.

Voto: ****

Fate il vostro gioco di Antonio Manzini

Trama

Continua il racconto delle peripezie di un personaggio che vale la pena di conoscere: Rocco Schiavone, un coriaceo malinconico che evolve e cambia nel tempo, mentre lavora, ricorda, prova pietà e rabbia, sistema conti privati e un paio di affari. E in questo romanzo, duro, inquietante, ad altissima tensione, l’omicidio di un pensionato del casinò di Saint-Vincent lo spinge nel mondo della ludopatia e del gioco d’azzardo.

Le mie note

Le avventure di Rocco Schiavone non deludono mai. Storia e atmosfera rapiscono sempre, è un’immersione in un mondo che coinvolge e appassiona tantissimo. In questo libro poi la storia del protagonista e il caso da risolvere si intrecciano a sorpresa.

Non vedo l’ora di leggere i successivi.

Voto: ****

Cadrò, sognando di volare di Fabio Genovesi

Trama

Hai presente quando la radio passa la canzone che ascoltavi sempre alle superiori, e ti immaginavi nel futuro, libero e felice di fare quel che volevi… be’, se a sentirla il cuore ti si stringe e alla fine devi cambiare stazione, vuol dire che in quel futuro qualcosa non è andato come sognavi. Così è per Fabio, che ha ventiquattro anni e studia giurisprudenza. La materia non lo entusiasma per niente, ma una serie di circostanze lo ha condotto lì, e lui non ha avuto la forza di opporsi. Perciò procede stancamente, fin quando – siamo nel 1998 – per evitare il servizio militare obbligatorio viene spedito in un ospizio per preti in cima ai monti. Qua il direttore è un ex missionario ottantenne ruvido e lunatico, che non esce dalla sua stanza perché non gli interessa più nulla, e tratta male tutti tranne Gina, una ragazza che si crede una gallina.

Le mie note

Molto bello! Amo i libri di Fabio Genovesi e ho amato molto anche questo, nonostante fosse un po’ diverso rispetto ai precedenti. Mi ha emozionato ripensare a Pantani e alle sue imprese (eh sì, c’entra anche lui) e mi son divertito con le vicende del protagonista.

Non aspettarti una trama ricca di avvenimenti, è più un libro di pensieri e riflessioni.

Voto: ****

La separazione del maschio di Francesco Piccolo

Trama

Il protagonista di questo libro, il Maschio, è un padre capace di tenerezza e di attenzione, è un marito allegro e appassionato. Ma ha molte altre donne. Relazioni di lunga durata, in cui il sesso è il veicolo primario attraverso il quale passano la comunicazione, l’affetto, la curiosità, la scoperta dell’altro. Il sesso è un pensiero costante, un’ossessione e una consuetudine, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno.

Le mie note

Molto carino, l’ho letto dopo essere stato piacevolmente sorpreso da L’animale che mi porto dentro. La storia è diversa, ma c’è continuità nei concetti espressi. Sicuramente da leggere, ma tra i due ho preferito l’altro.

Voto: ***

Io no di Lorenzo Licalzi

Trama

Flavio e Francesco sono fratelli. Il primo è un pragmatico uomo d’affari, dirige con successo l’azienda di famiglia e ha saputo far sua una vita che ha trovato già pronta. Il secondo, musicista e viaggiatore, è di quelli che fin da piccoli vanno a sbattere contro il mondo, e da grandi si ritrovano disillusi pur senza perdere l’ironia. Difficile immaginare due vite più diverse, due orbite più distanti. Eppure la corrispondenza tra le certezze di Flavio e le inquietudini vagabonde di Francesco è troppo precisa per non far pensare a due opposti che, inesorabilmente, tornano ogni volta ad attrarsi. E poi ci sono le donne, ad aggrovigliare i destini: c’è Laura, moglie di Flavio da sempre innamorata di un altro, ed Elisa, l’incontro travolgente, la scintilla che Francesco non sapeva neppure di stare aspettando. “Io no” è la storia di questi amori: sovrapposti, sfasati, ricambiati, nascosti; è, soprattutto, il racconto esilarante e drammatico di un grande viaggio, quello che ognuno intraprende alla ricerca di se stesso. O di qualcuno che gli assomiglia.

Le mie note

Quando leggo Licalzi è perché cerco un romanzo che mi faccia sorridere e mi regali anche momenti di leggerezza. Questo rispetto agli altri l’ho trovato forse un po’ troppo “leggero”. Non nella trama, quanto nella consistenza di alcuni personaggi.

Voto: **

L’anno in cui imparerai a leggere di Marco Marsullo

Trama

Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d’improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall’Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene.

Le mie note

Che dire, bellissimo! La lettura migliore della prima parte dell’anno. Conoscevo già Marco Marsullo ed ero abituato a ridere con i suoi libri, ma questo mi ha proprio emozionato.

Molto bella la storia e i personaggi sono descritti e raccontati in maniera splendida. Sembra davvero di conoscerli e vivere con loro. Ti dispiace finire il libro perché non starai più insieme a loro. Consigliatissimo!

Voto: *****

Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone

Trama

Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all’ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l’inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all’affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all’astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all’astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l’angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po’ di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici. Le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un «cuore in allarme». Che prende in giro sé stesso mettendo in scena quello che, da Molière a Woody Allen, è sempre stato il più irresistibile dei personaggi tragici.

Le mie note

Un libro che non mi aspettavo da Lorenzo Marone. Non avevo ben capito di cosa trattava finché non ho cominciato a leggerlo. Una lettura complicata perché anche io sono ipocondriaco e perché l’ho fatta durante la pandemia.

La storia è simpatica, le curiosità e le nozioni che popolano il libro sono molto interessanti.

Voto: ***

Carlo è uscito da solo di Enzo Gianmaria Napolillo

Trama

Carlo ha trentatré anni e non esce mai da solo. Non rivolge la parola agli sconosciuti e conta tutto ciò che lo circonda: le briciole sul tavolo, le gocce di pioggia sulla finestra, le stelle in cielo. “Una linea retta è una serie infinita di punti”, così gli ha detto anni prima la professoressa delle medie, ma non l’ha avvisato che alcune rette possono essere interrotte. Come la linea rassicurante della sua vita, che un giorno è andata in pezzi e da allora non è più stato possibile aggiustarla. Per questo ora Carlo si circonda di abitudini e di persone fidate, come i suoi genitori e sua sorella Giada: ha costruito un muro tra lui e il mondo esterno. Finché una mattina incontra Leda, la nuova ragazza del bar dove fa sempre colazione con il padre, ed è lei a creare una crepa nel muro, a ridargli un raggio di speranza.

Le mie note

Davvero una piacevolissima sorpresa. Un libro tanto bello, quanto difficile per le situazioni che racconta. Il potere distruttivo del bullismo è devastante. Ti rendi conto che si tratta di un tema che dovrebbe toccarci tutti di più.

Mi è piaciuta anche l’evoluzione della trama. Una piccola scoperta in più alla volta. Da leggere perché ci sono anche passaggi emozionanti e felici.

Voto: ****

I miei genitori non hanno figli di Marco Marsullo

Trama

Dicono che fare il genitore sia il mestiere piú difficile, ma nessuno ricorda mai che fare il figlio non è proprio una passeggiata. Soprattutto quando hai diciott’anni e i tuoi genitori pretendono tu sappia già scegliere cos’è meglio per la tua vita, anche se la loro non sembra esattamente quella che avevano immaginato. E allora li osservi muoversi in quel microcosmo fatto di amicizie che possono tornare utili, di colleghi che hanno solo figli geniali, al contrario di te, di solitarie battute di caccia in Lettonia e turn over di fidanzati, e quasi ti arrendi all’idea che sarai proprio tu il loro ennesimo fallimento.

Le mie note

Eccomi di nuovo con il mio caro Marsullo. La trama questa volta non mi ha appassionato come in altri suoi libri. Forse perché c’è un po’ meno ironia del solito. Più che gli avvenimenti sono protagoniste le riflessioni sul suo rapporto con i genitori.

Non il mio preferito di Marsullo, ma non sposta di una virgola la mia opinione positiva sui suoi libri.

Voto: **

L’agente del caos di Giancarlo De Cataldo

Trama

Dopo la pubblicazione di un breve romanzo ispirato alla vita di Jay Dark, agente provocatore americano la cui missione era inondare di droga i movimenti rivoluzionari degli anni Sessanta-Settanta allo scopo di annullarne lo slancio, uno scrittore romano viene contattato da un avvocato californiano, un certo Flint, che ha letto il libro ed è perplesso. La vera storia di Jay Dark è molto diversa, lui può raccontarla: lui c’era. Come in un classico di Conrad, la narrazione di Flint spalanca all’improvviso uno scenario internazionale stupefacente. Un’autentica camera delle meraviglie che attraversa trent’anni della storia occidentale, tra servizi deviati, ex nazisti, trafficanti, terroristi, poliziotti onesti e poliziotti corrotti, sesso, ideali e concerti rock. Originalissimo, avvincente, ricco di personaggi sopra le righe, L’agente del caos è un libro dove realtà e finzione si intrecciano senza sosta, dando per la prima volta voce, senza alcun moralismo e senza ipocrisia, all’autocoscienza segreta e dionisiaca di un’intera generazione.

Le mie note

Come in tutti i libri di De Cataldo il quadro storico-culturale è reso in maniera magistrale e ti viene voglia di approfondire l’argomento anche dopo la fine del libro. La scrittura poi è un piacere: chiara e pulita.

Che dire dell’avventura al centro della narrazione: sicuramente appassionante e … psichedelica!

Voto: ***

Cuorebomba di Dario Levantino

Trama

A Brancaccio, periferia degradata, l’unico modo per difendersi dalla ferocia del quartiere è la famiglia. Ma le famiglie, si sa, sono infelici per definizione e così quella di Rosario. Il padre ha un’altra donna, un altro figlio, e ora è in carcere per spaccio di sostanze dopanti. La madre Maria, invece, scoperta la doppia vita del marito, si ammala di anoressia. Su questo equilibrio precario piomba la scure dei servizi sociali: Maria finisce in una clinica per disturbi alimentari, Rosario in una casa-famiglia. Ispirato dalle sue letture clandestine, il ragazzo diventa così una sorta di Oliver Twist, in lotta contro una legge folle che, nel nome dei diritti dei minori, recide i legami e separa le persone dagli affetti più cari. Nella sua guerra al malaffare che gira intorno ai servizi sociali e nel tentativo di ricongiungersi alla madre, il protagonista però nulla potrà contro le estreme conseguenze di una sentenza definitiva. Fortuna che c’è Anna, ragazza di poche parole, misteriosa e magnetica, a donare a Rosario la luce di una rivelazione: esiste un solo veleno contro la morte ed è l’amore. 

Le mie note

Un libro difficile dal punto di vista delle emozioni. Il personaggio e la sua storia ti prendono, ti coinvolgono molto. Finisci per sentire certe cose come le stessi vivendo sulla tua pelle. Questo anche grazie al linguaggio: crudo quando necessario, più lirico nei momenti di fuga dalle difficoltà.

Consiglio di leggere Di niente e di nessuno, libro che rappresenta la prima parte della storia di Rosario. Non è obbligatorio per capire la storia di Cuorebomba, ma merita di essere letto.

Voto: ***

Saggi / Manuali

Le nuove regole della scrittura di Ann Handley

Tema

Se hai un sito internet, sei già un editore. Se sei sui social media, lavori nel marketing. Questo significa che siamo tutti scrittori. Le nuove regole della scrittura è la guida pratica per attrarre e mantenere i clienti attraverso una perfetta comunicazione online. Oggi la scrittura ha acquisito assoluta rilevanza. Nella società digitale, le parole sono i nostri emissari: raccontano al mondo chi siamo. Il modo in cui scriviamo può farci apparire intelligenti o stupidi. Divertenti, cordiali, competenti o affidabili. Ma può anche farci passare per persone confuse, sciocche o irrimediabilmente noiose.

Le mie note

Scritto molto bene, un libro semplice nel senso migliore del termine. Nessuna ricetta miracolosa, ma consigli mirati per ogni tipo di contenuto. Dai testi per un blog a quelli per i social, a molti altri.

Da riprendere in mano più volte per assorbire meglio i consigli e trovare spunti diversi.

Qui puoi leggere il post che ho scritto su questo libro.

Voto: ****

Semina come un artista di Austin Kleon

Tema

“Le domande più frequenti che i miei lettori mi pongono, ogni volta che ho il privilegio di parlare con loro, riguardano l’autopromozione. ‘Come posso far conoscere il mio lavoro? Come farmi notare? Come faccio a trovare un pubblico? Tu come ci sei riuscito? Detesto parlare di autopromozione’. L’attore comico Steve Martin notoriamente svicola da domande simili, suggerendo: ‘Sii così bravo da non poter essere ignorato’. Tu preoccupati soltanto di diventare davvero bravo, dice Steven, e saranno gli altri a venire da te. Si dà il caso che io sia d’accordo: non sei tu a trovare un pubblico per il tuo lavoro, è il pubblico a trovare te. Ma essere bravi non basta. Per essere trovato, devi essere trovabile. Sono convinto che ci sia un modo semplice per mettere in mostra il tuo lavoro e per fare in modo che il pubblico lo scopra…”

Le mie note

Come suggerisce il sottotitolo del libro, si tratta di 10 idee per condividere la tua creatività e far conoscere il tuo lavoro. Il pregio è la brevità: nel senso che all’autore bastano pochissime parole per darti i consigli giusti. Come quello di condividere ogni giorno qualcosa o di aprire la tua “camera delle meraviglie”. Da leggere e rileggere periodicamente!

Voto: ****

Minimalismo digitale di Carl Newport

Tema

“Minimalismo” è l’arte di saper riconoscere lo stretto necessario. Il “minimalismo digitale” è l’applicazione di questa idea alle tecnologie. Pensare la vita senza smartphone, internet e social network oggi ci sembra quasi impossibile, eppure fino a qualche anno fa la maggior parte di questi strumenti non esisteva. Le società della Silicon Valley hanno sfruttato le più avanzate scoperte della psicologia e delle neuroscienze per tenerci incollati ai loro dispositivi, dando vita alla cosiddetta “economia dell’attenzione”: noi siamo il prodotto e gli inserzionisti pubblicitari sono gli acquirenti. Cal Newport, professore di computer science e saggista, ritiene che il modo migliore per riprendere il controllo sia il minimalismo digitale: una filosofia che prevede di fare un passo indietro e ripensare il nostro rapporto con la tecnologia in maniera attiva. Minimalismo digitale spiega (supportato da solide basi scientifiche) perché dovremmo sposare questa visione, quali vantaggi ci porterà e condivide il percorso studiato e testato dall’autore per emanciparci dai nostri dispositivi digitali, per tornare ad avere il pieno controllo del nostro tempo e per decidere senza condizionamenti quali sono le attività che realmente hanno valore per noi e ci rendono felici.

Le mie note

L’idea di fondo di questo libro è davvero interessante. Non è propriamente un manuale pratico, ma un saggio con passaggi in cui l’autore racconta aneddoti storici curiosi ed esperienze di chi si è “convertito” al minimalismo digitale.

Ho trovato spunti e tool interessanti e ho fatto mia anche qualche buona abitudine consigliata nel libro. In questo caso direi, da leggere e mettere in pratica.

Voto: ***

Ruba come un artista di Austin Kleon

Tema

Guida alla creatività nell’era digitale, “Ruba come un artista” offre al lettore dieci principi per scoprire e valorizzare i propri talenti. L’autore sostiene che nessuna opera è originale, tutto deriva dalle opere altrui: occorre imparare a “rubare” dal lavoro degli altri e reinventare quello che gli altri hanno creato. L’importante è partire dagli interessi e dalle passioni personali: anche un hobby può diventare un lavoro retribuito. Kleon ci ricorda infine che la creatività fiorisce dalla “normalità”: bisogna cercare di essere gentili, non farsi nemici, non contrarre debiti, non trascurare la cura di sé e restare sempre con i piedi per terra mentre si coltiva la propria immaginazione e creatività.

Le mie note

Breve, ma molto efficace come Semina come un artista, altro libro di Kleon di cui ti ho parlato sopra. I suggerimenti sono semplici, ma importanti. Bastano poche parole e qualche esempio per capire in che direzione andare per migliorare la propria creatività.

Voto: ****

Bene, per ora sono arrivato alla fine. Questi sono i libri che ho letto nei primi sei mesi del 2020. Spero tu abbia trovato tra loro qualche suggerimento interessante per le tue letture e che non ti sia fatto scoraggiare da quelli che ho descritto con meno entusiasmo. Per te potrebbero essere i libri giusti al momento giusto, chissà… De gustibus…

A fine anno scriverò poi i libri della seconda metà del mio 2020.
Nel frattempo buona lettura!

PS: Nel frattempo sto leggendo…

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